Marcella Tisi
Architetto, pittrice e scultrice, torinese per adozione, nasce a Genova e ha radici in terra emiliana.
Discendente del pittore di scuola ferrarese del Cinquecento Benvenuto Tisi detto il Garofalo, esordisce sulla scena artistica come pittrice dagli inizi degli anni 80, ottenendo premi e riconoscimenti attraverso esposizioni e concorsi.
Si laurea in Architettura presso il Politecnico di Torino e poi in Scultura presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e la sua ricerca artistica evolve in una continua sperimentazione delle sinergie fra pittura, scultura e architettura di cui approfondisce incessantemente gli aspetti tecnici, stilistici e teorici.
Trova per sé la giusta dimensione nel progetto del e nel luogo: il paesaggio, come sintesi del rapporto uomo-natura, diventa il tema ricorrente del suo fare artistico.
Nella pubblicazione Il luogo e le opere. Arte e architettura: nuovo dialogo per nuovi paesaggi raccoglie le principali opere realizzate fino al 2007 documentandone l’approccio teorico, progettuale e realizzativo.
Si occupa di interventi in spazi aperti pubblici e privati, di progetti di riqualificazione di ambiti urbani e di ristrutturazione di interni.
Svolge attività didattica e di ricerca e pubblica testi. Ha partecipato a convegni come relatore ed esposto in prestigiose sedi in Italia e all’estero.
2025 Sul bordo delle foglie, opere e presentazione del libro di poesie di Pino Menzio, Libreria BorgoPo, via Ornato, 10, Torino (TO).
2025 Resta nel blu, opere e installazioni, Circolo Radici, Piazza Vittorio Veneto, 34, Matera (MT)
2023 Contaminazioni. Note d’arte alla Mandina, opere e installazioni, Cappella Mandina, via Unità d’italia, 34, Gerbido, Grugliasco (TO)
2022 Mandala di zucche. Arte e Follia, installazione e performance, Parco di Palazzo Piozzo di Rosignano, Rivoli (TO)
2021 Precipizi d’argilla. Accoglienza, Orto Botanico, Torino
2019 Le opere e il Luogo, esposizione di opere e installazioni, Spazio Mutabilis, Torino
2018 Il giardino assoluto, installazione e performance, Palazzo Aimonetti, Torino
2013 Paesaggi in movimento. Passaggi blu, esposizione fotografica dell’opera di Land art, Scalo ferroviario, Irsina (MT)
2011 ILBLUINTERRA, La traccia, installazione, 54ma Esposizione Internazionale d’arte della Biennale di Venezia, Palazzo della Moda, Torino
2009 La tela di foglie, installazione, Circolo dei lettori, Palazzo Graneri della Roccia, Torino
2008 Le stanze, esposizione di opere e performance artistica, Palazzina Marfisa d’Este, Ferrara
2007 ILBLUINTERRA. PER(e)SISTERE, esposizione di opere pittoriche e fotografiche, Forte di Exilles (TO)
2007 Dilatazioni. Segno e colore abitano lo spazio, esposizione di opere e installazione, Studio Lapis, Torino
2004 ILBLUINTERRA, esposizione di opere pittoriche e fotografiche, Circolo Culturale La Scaletta, Sassi, Matera
1996 Il corpo e il movimento, esposizione di opere pittoriche e performance di danza, Piemonte Artistico e Culturale, Torino
1993 Nudi, Opere grafiche, Galleria Storello, Pinerolo (TO)
1991 Viaggio verso l’ignoto, Galleria L’Ariete, Bologna
1989 Palazzo Vittone, Pinerolo (TO)
1989 Circolo Ufficiali, Torino
Esposizioni collettive e premi
2024 Profili di donna, a cura di Paola Malato e Pino Mantovani. Fondazione Giorgio Amendola, Torino (TO)
2023 LONTANI VICINI, Binaria Centro commensale Torino
2023 ARTISTI PER I DIRITTI, Binaria Centro commensale Torino
2023 LA STANZA DI ARTEMISIA, mostra fotografica degli studi di artiste di M. Corongi e S. Greco, a cura di Paola Malato, Fondazione Gorgio Amendola, Torino (TO)
2022 Sculptura 2, BAM Biennale d’Arte Moderna e Contemporanea Del Piemonte, Edizione On Tour 2022, Parco di Palazzo Piozzo di Rosignano, Rivoli (TO)
2021 Ascendenze. Discendenze, Palazzo Lomellini, Carmagnola (TO)
2020 Esplorare il silenzio, Spazio Mutabilis, Torino
2019 Sculture in acqua e in piazza, Biennale di Scultura, Piazzola sul Brenta, Padova
2015 Passaggi blu. Alberi, finalista del Premio Arte Laguna, Venezia
2007 Morphè Archè. Gli elementi svelati. TERRA. Ecomuseo del Freidano, Settimo T.se (TO).
2007 Movimenti invisibili. La città, il fiume, la collina, Concorso d’idee per l’ambito di piazza Vittorio, sponde del Po, piazza Gran Madre, Sesto premio, Torino
2006 V concorso internazionale di scultura Regione Piemonte, Quarto premio, Accademia Albertina delle Belle Arti, Torino
2002 Scultura da vivere, Concorso internazionale di scultura, Terzo premio, Fondazione Peano, Sala Mostre e giardino museale, Cuneo
2001 Biennale dei giovani Artisti. Fra Oriente e Occidente. VIII edizione, Torino
1998-1999 Patchwork 2, Accademia Albertina delle Belle Arti, Torino
1997 Altamarea Biennale dei Giovani Artisti – VII edizione – Torino
1996 Mobile Flintstone, concorso nazionale Disegnare l’artigianato, Secondo premio, Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Torino
1996 Galleria Venezia Viva, Venezia
1995 Arcate Murazzi del Po, Torino
1995 Castello di Malgrà, Rivarolo C. (TO)
1992 Casa D’Aste Finarte, Budapest (Ungheria)
1992 Casa D’Aste Finarte , Stoccolma (Svezia)
1992 Casa D’Aste Finarte , New York (USA)
1990 Casa D’Aste Finarte, Roma
1990 Concorso internazionale di pittura Arte Mondadori, Secondo premio targa d’argento, Casa D’Aste Finarte, Milano
1989 Antichi Chiostri, Torino
1986 Palazzo dei Congressi, Salsomaggiore (PR)
1986 Centro Rebaudengo Arte, Montechiaro d’Asti (AT)
1986 Palazzo Langosco, Casale Monferrato (TO)
1985 Torre del Lebbroso, Aosta
PAESAGGI SVELATI. Attraversando luoghi
2019 – in corso, Ente Parco dell’Alta Murgia Materana (MT).
Intervento di Land Art che nasce all’interno del progetto PAESAGGI IN MOVIMENTO. Esperienze nel territorio come opera d’arte, ideato da Marcella Tisi e Andrea Rolando, e ne sviluppa uno degli aspetti legati al tema centrale del camminare come strumento di conoscenza ed esperienza culturale del territorio leggendolo e interpretandolo come un’opera d’arte esso stesso.
PAESAGGI SVELATI. Attraversando luoghi è dedicato a un pezzo del territorio dell’Ente Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano e mira a farne emergere gli aspetti più o meno evidenti di singolarità ed eccezionalità. Il progetto si compone di diverse fasi che vanno dallo studio dei percorsi attraverso l’analisi delle mappe e l’esperienza diretta, l’escursione naturalistica con l’esperto Gianfranco Lionetti e la realizzazione di soste artistiche rappresentate dalle opere site specific dell’artista.
Il luogo, inquadrato nella sua eccezionalità, si fa paesaggio.
Durante il cammino, attraversando i luoghi, l’artista svela i paesaggi, lasciando delle tracce blu con pigmenti e sostanze non aggressive, quali segnali di risveglio dell’attenzione. Tali opere hanno, quindi, per loro natura un carattere non invasivo ed effimero e pertanto sono documentate da testimonianze fotografiche e video, opere pittorico-grafiche e di progetto e una mappa dei paesaggi svelati che documenterà in modo artistico ma capillare e preciso il percorso. La mappa sarà arricchita da schede descrittive da utilizzare come segnalazioni sul posto degli elementi notevoli del paesaggio e dei corrispondenti interventi dell’artista, quale utile documento per il viaggiatore che desidera vivere questa esperienza nel territorio.
PER(e)SISTERE
2005 – 2006, Craco (MT)
Intervento di Land art site specific nella città vecchia di Craco in provincia di Matera, un antico insediamento che a metà degli anni ‘50 fu vittima di crolli improvvisi a catena che ne determinarono lo spopolamento ed il definitivo abbandono. L’artista, colpita e affascinata da questo spettacolo commovente e sublime, ha ideato e realizzato un intervento artistico con l’obiettivo di scuotere le coscienze e rivelare la bellezza di un paesaggio che senza tutela è destinato alla rovina.
In provincia di Matera, arroccata su uno sperone roccioso, a ridosso del fiume Cavone, sorge la città morta di Craco, un antico insediamento che ha origini lontane, precedenti al medioevo ancora visibili nell’impianto urbanistico che si sviluppa sulla roccia come una fortezza e nelle architetture strette fra vicoli e scalinate, con decorazioni semplici e austere. A metà degli anni ‘50 fu vittima di un evento grave: circa la metà del paese scivolò verso valle trascinando case, strade, vite umane. A ciò seguì il completo spopolamento ed il definitivo abbandono del paese. Alcune costruzioni nacquero poco più in basso, ma il paese nuovo, Craco Peschiera, venne completamente ricostruito nella piana sottostante a circa otto chilometri. Da allora il paese vecchio pur essendo di valore paesaggistico notevole non è stato più toccato, nel bene e nel male: infatti nessun rimaneggiamento che avrebbe potuto cancellare l’antico, ma purtroppo, nessun progetto di recupero che avrebbe potuto portare a interventi di restauro accurati e mirati a mantenerne le caratteristiche estetiche che lo rendono così unico. Per(e)sistere nasce dalle riflessioni che l’artista ha maturato dopo aver visitato quei luoghi, il paese abbarbicato sulla roccia, incastonato al centro di un paesaggio vasto, duro, fatto di argilla, palude con la pioggia, cretto con il sole. Bellezza dei luoghi. Bellezza di ciò che resta, un tutt’uno con la roccia. È natura e artificio nella natura: trasuda la fatica, il dolore, le sofferenze; ma c’è profonda comunione con il luogo. Accettazione di una realtà dura e difficile e volontà di imporre la propria presenza. Ostinazione dell’abitare, non un abitare qualsiasi ma quell’abitare. E poi l’inevitabile abbandono. Il paese non più vissuto appare cristallizzato, immutabile, ma il tempo passa, lavora e consuma. Ogni giorno lievi cambiamenti, piccole perdite, impercettibili erosioni. Desiderio di fermare il degrado inesorabile. Pesistere per esistere. L’artista ha pensato a un’azione artistica, segno di un intervento ben più ampio, per evidenziare la bellezza del luogo e di ciò che resta ma contemporaneamente l’implacabilità del degrado che potrebbe portare questo luogo all’inevitabile disfacimento. Il primo obiettivo era di riportare sul piano umano la bellezza di un paesaggio sublime che sovrasta, affascina ma smarrisce, esalta e angoscia, attraverso una traccia che restituisca alla vita. Il secondo obiettivo di pari importanza era che tale traccia fosse concreta come segno e testimonianza che il degrado è inesorabile e non è più invisibile. Con la pittura sarà quindi un segno circolare perfetto che avvolge l’intero paese, lo contorna sul piano e nello spazio e inizia sui bastioni diruti, superstiti delle fondamenta che la frana e il tempo hanno sbriciolato. Il colore è l’arancione, che simboleggia il sole nascente, la vitalità, l’energia, la gioia di vivere; è il colore della crescita, dell’amore e della felicità. La’nima di Craco è arancione pretende la vita. La pittura penetra fra le pietre, la malta e i blocchi di tufo, il pigmento contrasta col cole dell’abbandono e ritorna la vita. La pittura sarà segno da lontano e testimonianza da vicino: quando il colore non sarà più uniforme sarà evidente che il bastione continua a sbriciolarsi, così come avviene per ogni edificio, ogni pietra, ogni strada di Craco.
- ILBLUINTERRA
2002 – 2004, Irsina
Intervento di Land art nelle campagne materane, precisamente nel territorio di Irsina. L’artista, per orientarsi nella vastità del territorio, ha inventato un percorso a piedi individuando dei punti fermi di inizio e fine del percorso e delle soste intermedie. Come Pollicino lasciando una traccia ben visibile anche se effimera del suo passaggio.
Questo intervento è la prima opera di Land Art dell’artista e rappresenta una svolta nel suo percorso artistico. Per la prima volta, infatti, si misura con il luogo mettendo insieme le sue competenze ed esperienze di architetto e artista. Il tema, che diventerà ricorrente nella sua ricerca artistica, è il luogo che si fa paesaggio, e le opere che ne deriveranno sono opere che si “nutrono” del rapporto luogo – uomo – natura e vogliono restituire le emozioni e l’armonia che nascono dalla relazione fra uomo e natura. Da queste premesse e con questo obiettivo a seconda dei luoghi che di volta in volta si presenteranno come “tela” su cui intervenire artisticamente, gli esiti di ciascuna opera possono presentarsi attraverso modi espressivi anche molto diversi fra loro. Se sono opere in luoghi fortemente modificati dall’uomo, dove è più o meno profondo il solco fra uomo e natura arte e natura misurano le loro possibilità negli spazi urbani. All’opposto, se sono opere che si rivolgono a quei luoghi dove prevale la natura e il rapporto con l’uomo è completamente rovesciato, l’intervento artistico sarà dettato dal luogo stesso che attraverso di esso diventerà paesaggio evidenziando le proprie potenzialità e caratteristiche estetiche intrinseche.
In seguito alla mia assidua frequentazione del territorio lucano, dove vasti spazi prevalentemente disabitati manifestano la natura in tutta la sua potenza, ho sentito l’esigenza di intraprendere una ricerca artistica dedicata a questi luoghi.
Questa è la prima opera di land art con cui mi sono misurata, nata dalla necessità di superare lo smarrimento prodotto dalla vastità degli spazi e dall’esigenza di appropriarsi dei luoghi attraverso l’individuazione di punti di riferimento. Costruzioni abbandonate dipinte di blu e una traccia blu sono diventate il mio sistema di misura per orientarmi, riferirmi, ricordare e familiarizzare.
Ho individuato delle sequenze di piani, ritagliato immagini, inquadrato vedute, inventato scorci.
Ho raccolto pensieri e riflessioni.
Sono i miei Paesaggi nei luoghi.

