Giovanna Zanfagna

La  prima macchina fotografica  all’età di nove anni per fotografare tutto e tutti con curiosità ed entusiasmo, magica attesa per vedere realizzare su carta l’immagine inseguita.

Come conseguenza dei  primi grande viaggi  la fotografia di reportage diventa  rapidamente passione irrinunciabile.

Attualmente continua a fotografare con lo stesso entusiasmo di prima, però legata ad un nuovo concetto:  l’occhio puntato nel mirino riflette solamente l’idea di un’immagine che nel profondo ci appartiene. Si cerca e si guarda solo quello che davvero si vede. Ed è in questo istante di estrema nitidezza fra il proprio interno e l’esterno che nasce lo scatto fotografico, la concretizzazione di quell’immagine profonda personale.

Assenza

Una sequenza di immagini con un comune filo conduttore : una Assenza, una Mancanza. Qui la fotografia interagisce immediatamente con la sensazione, fermandosi dove inizia la razionalità.

Un rapporto di congiunzione che si crea nell’incompletezza e  nella parte mancante;  non è però quest’ultima ad “esigere” su di sé l’attenzione, ma quella presente, che da sola vuole bastare a se stessa.